Progetto Radis - Trashware - Software Libero

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Trashware: come, perchè

Con la parola «Trashware» intendiamo il riutilizzo di computer dismessi e altrimenti destinati allo smaltimento.

La parola nasce dall'unione dei termini anglosassoni «trash» e «hardware» e vuol rappresentare nella sua espressione metaforica, che si tratta, spesso letteralmente, di computer recuperati dalla spazzatura, normalmente intercettati poco prima di attraversare la soglia dell' eco-centro.

Chi fa Trashware riutilizza i computer dismessi da privati, aziende, pubbliche amministrazioni, per donarli, dopo che sono stati rimessi a punto, ad associazioni di volontariato o a progetti di solidarietà internazionale.

 

Smaltimento dei Computer, un problema Planetario.

Per comprendere meglio le ragioni del Trashware proviamo ad informarci sui costi della produzione di un computer (fonte: Eric D. Williams dell'Arizona State University).

Un normale computer desktop con monitor dal peso di 24 chilogrammi richiede:
240 kg di combustibile fossile,
23 kg di sostanze chimiche
1.512 kg di acqua

Una tal quantità di materia prima sempre più preziosa e rara richiederebbe grande attenzione e cura quanto meno nella non proliferazione di consumi esponenziali

A maggior ragione se (fonte Environmental Protection Agency (EPA)), il riutilizzo di un solo computer con un monitor CRT consente un risparmio di:

* 13 kg di rifiuti pericolosi
* 35 kg di rifiuti solidi
* 35 kg di materiali
* 80 litri di acqua inquinata
* 32 tonnellate di aria inquinata
* 605 kg di anidride carbonica2 in termini di emissioni
* 7.719 chilowatt di energia

Invece in questi anni si sta verificando la dismissione della prima generazione di computer dell'era: informatica di largo consumo, il computer in ogni casa (se non addirittura in ogni stanza), in ogni ufficio, l'era iniziata all'incirca alla fine degli anni 90.

Sono stati, sono tutt'ora e saranno centinaia di milioni i computer che, in tutto il mondo, dichiarati surrettiziamente morti dovranno trovare una collocazione in discarica: quelle estremamente costose perchè soggette a processi di smaltimento rigorosi e tecnologicamente avanzati, oppure le più comode e convenienti, a cielo aperto nelle periferie inquinate dei paesi poveri.

Stime probabilistiche indicano in 600 milioni il numero di computer dismessi, nel mondo, in questi ultimi 5 anni. Moltiplichiamo 600 milioni sia per il valore dei costi in materia prime, sia nei valori del mancato risparmio di risorse rinunciando al riutilizzo: avremo di fronte una dimensione epocale se inserita di un contesto di progressivo degrado ambientale della nostra Terra. Epocale in ragione dell'assurdo ed immotivato spreco.

Ma sono veramente inutilizzabili questi computer?

Macchine ancora perfettamente funzionanti vengono tagliate fuori da ogni utilizzo spesso grazie ad accordi e logiche di produzione e vendita di chi (alieno al nostro territorio e al nostro tessuto sociale) controlla e pilota il mercato hardware e software.

Attraverso una strategia che coinvolge in modo congiunto hardware e software, vengono create ad arte piccole incompatibilità di strumenti e di formati e, sfruttando le posizioni dominanti di mercato, si costringono gli utenti, siano essi singoli, enti pubblici o aziende, ad aggiornare continuamente le proprie licenze, ad acquistare gli ultimi programmi e, inevitabilmente, a rinnovare i propri computer, abbandonando quelli in uso, anche se hanno sfruttato ben poca della loro vita utile.

Questa situazione, oltre ai chiari effetti economici, ha un costo «sociale»: la salute di tutti noi. I pc hanno un valore residuo che viene perso, non usato; poi dobbiamo sostenere i costi di smaltimento chimico e alla fine le eventuali conseguenze sanitarie.

Il Trashware permette di utilizzare queste risorse senza sprechi: se c'è dell'hardware che non è ritenuto più produttivo dalle aziende, si valuta la possibilità di poterlo utilizzare con convenienza in altri contesti, da altri soggetti, e partendo da questi presupposti, si organizza il riutilizzo.

 


Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Aprile 2009 13:03