Progetto Radis - Trashware - Software Libero

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La storia

 

Per spiegare cosa sia il Progetto devo fare un po' di storia, i primi passi di Radis li ho percorsi, senza rendermene conto, a partire dall'anno scorso. Per diverse ragioni, un annetto fa appunto, mi sono trovato tra le mani 5 vecchi computer scampati quasi miracolosamente alla discarica perché dimenticati oppure perché ad una azienda lo smaltimento costa perciò, finché ha posto, li preferisce confinare nell'oblio degli scantinati.

Un colpo di spazzola, una soffiata a muovere la polvere, infilo la spina nella presa e provo ad accendere: sento attivarsi il fruscio della ventola ed il classico ronzio dell' hard disk. Funziona? le periferiche sembra di sì, proviamo adesso a vedere se il cervello è ancora lucido: infilo un cd Linux e provo ad installare il sistema operativo. Tutto bene, dopo un'oretta già navigo in internet, posso scrivere testi, elaborare con fogli elettronici, spedire mail.

Operazione conclusa, mi sento come il chirurgo di fama, al termine del trapianto, osservare con compiacimento e soddisfazione il paziente salvato da morte certa; soltanto devo riconoscere di non aver fatto nulla di eccezionale se non porre rimedio alla insensatezza del nostro sistema secondo il quale l'utilità dei beni è secondaria rispetto al profitto determinato dal continuo rinnovo degli stessi.

Questi computer, dopo un mesetto, partirono per la Nigeria, oggi fanno parte dell'infrastruttura del servizio sanitario nigeriano, forse ci conservano le cartelle cliniche od elaborano ricerche epidemiologiche o piuttosto sono i terminali di collegamento con le reti mondiali dei centri di ricerca. Qualunque cosa, certamente più utile e funzionale della raccolta di umidità in uno scantinato; qualunque cosa, certamente più salutare della consunzione di materiali altamente inquinanti e pericolosi nelle discariche o peggio nei camini di prossimi inceneritori.

Dopo un anno, in questi giorni cioè, casualmente incontro Maurizio, in comune abbiamo un dna professionale nel mondo dell'informatica (il mio orientato al software, il suo all'hardware), una attenzione agli stili di vita che si concretizza nella partecipazione a gruppi di acquisto solidale, un comune denominatore: la sensibilità maturata al cospetto ed alla frequentazione delle problematiche associabili alla tecnologia informatica che rappresenta ormai il nucleo vitale della nostra sedicente società dell'informazione.

Sono bastati qualche mail ed una chiacchierata. Una chiacchierata già, non quelle tipiche tra 'tecnici' che lasciano perplessi ed attoniti i non adepti, così infarcite di termini inglesi ed inglesismi, di acronimi micro-sintetici. Niente di tutto questo, invece abbiamo parlato delle spine aguzze che avvolgono questa 'scienza' violentemente scaraventata nel mercato di largo consumo.

Abbiamo parlato per esempio del consumismo tecnologico, di come i prodotti informatici siano le merci che più subiscono l'aberrazione del consumo. La loro produzione costa un'enormità dal punto di vista di risorse energetiche e materie prime, il loro smaltimento è tra i più pericolosi ed a rischio di contaminazione ambientale eppure la loro vita media è ben al di sotto della metà della loro potenzialità, sono buttati molto ma molto prima di essere oggettivamente 'inutili'.

Abbiamo parlato di Software Libero , di come cioè si possano realizzare ed utilizzare dei programmi informatici che incarnino il principio secondo il quale l'intelligenza, la creatività, la competenza, siano dei beni da condividere e da restituire in forma 'gratuita' e non strumenti di realizzazione del profitto fine a se stesso.

Abbiamo parlato del Digital Divide (Divario Digitale ) il quale definisce il divario di chi, tra una comunità o tra le nazioni, ha accesso alle tecnologie dell'informazione e chi no. Questa differenza di opportunità scava delle differenze incolmabili tra le persone/popoli determinando nella discriminazione la perpretazione della povertà e dell'ingiustizia.

Tante parole ben spese a ragionare e confrontarsi su vissuto e valori, indebolite dalle contraddizioni e frustrazioni del quotidiano agire così in controtendenza, ma comunque con il pregio di celare, in modo fortunatamente non troppo nascosto, una chiave di interpretazione in grado di dare una risposta alla, nemmeno tanto ovvia, domanda: “e io, cosa posso fare per contribuire a cambiare questo stato di cose?”

Cosa potevamo fare se non tentare di dare una risposta ad ognuno dei temi, così:

La critica nei confronti del “consumismo tecnologico" è diventata : recuperiamo computer dismessi

La divulgazione e diffusione del “Software Libero" è diventata: li ripristiniamo funzionalmente con utilizzo di Software Libero

Il contrasto al “Divario Digitale" è diventata: li distribuiamo (gratuitamente) ad Organizzazioni NoProfit, Agenzie Educative, Associazioni/Circoli, Progetti sociali di ambito locale o internazionale.

Così è nato appunto il Progetto Radis : "il recupero di computer dismessi, il loro ripristino funzionale grazie all'utilizzo del Software Libero ed il loro riutilizzo per scopi di natura solidale, sociale, culturale"

Abbiamo scelto di chiamarlo Progetto perchè la parola non incarna una identità ma un comportamento, un obiettivo. L'offerta, la proposta che facciamo potrà evolvere in mille modi, ma non può esimersi dall'essere un percorso di stimolo, di pratica, di partecipazione, di critica, di elaborazione continua con l'obiettivo di permeare la nostra comunità del concetto di bene ed interesse comune.
E Radìs, (versione piemontese di radice) perchè Radice è una delle parole 'magiche', assume sempre significati primari : in natura la radice è la fonte primaria della vita e del sostentamento vegetale, nelle relazioni umane è utilizzata per rappresentare l'essenza di un concetto o problema, nei sistemi informatici rappresenta (inglese: root) la struttura logica da cui dipende tutta la gerarchia delle informazioni.

Un piccolo laboratorio informatico, un po' di competenze e tanta passione sono il territorio dal quale vuol partire la nostra provocazione. Provocazione perché dare una chance di salvezza alla nostra cara Terra ed ai suoi tanti ospiti vuol dire anche elaborare di una Cultura 'diversa' rispetto all'attuale, e considerare che la Cultura è la base dalla quale si esprimono i comportamenti, individuali e collettivi..

Maurizio & Oscar

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Marzo 2009 08:33